Discussione:
Vita multicellulare
(troppo vecchio per rispondere)
Righel
2010-07-03 10:13:13 UTC
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Il ritrovamento in Africa di alcuni fossili sposta indietro di quasi un
miliardo e mezzo di anni la comparsa delle forme di vita multicellulare
sulla Terra. Lo studio su Nature:

http://www.nature.com/nature/journal/v466/n7302/abs/nature09166.html
--
Righel
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http://digilander.libero.it/FRRU/Ind0.htm
Giorgio Nardo
2010-07-03 11:43:53 UTC
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Post by Righel
Il ritrovamento in Africa di alcuni fossili sposta indietro di quasi un
miliardo e mezzo di anni la comparsa delle forme di vita multicellulare
http://www.nature.com/nature/journal/v466/n7302/abs/nature09166.html
--
Righel
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http://digilander.libero.it/FRRU/Ind0.htm
Davvero molto interessante. Dunque queste forme di vita precambriane
apparterrebbero all'era archeozoica, che però è definita non fossilifera. Mi
puoi spiegare in che modo viene effettuata la datazione ?
Righel
2010-07-03 21:36:48 UTC
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Post by Giorgio Nardo
Davvero molto interessante. Dunque queste forme di vita precambriane
apparterrebbero all'era archeozoica, che però è definita non
fossilifera. Mi puoi spiegare in che modo viene effettuata la
datazione ?
Non io di certo! :-)
Ma ho trovato questo:

"Le analisi effettuate hanno rivelato che i reperti appartenevano a una
forma di vita complessa e ben articolata, formata da più cellule organizzate
in una sorta di colonia. Gli studi sull'ambiente circostante hanno poi
indicato che si trattava di organismi marini che vivevano in acque poco
profonde, solitamente calme ma soggette a frequenti tempeste. Gli scienziati
hanno quindi ipotizzato che questa forma di vita si sia sviluppata
beneficiando del massiccio aumento di concentrazione d'ossigeno, avvenuto
proprio due miliardi di anni fa, prima che lo stesso gas diminuisse di
nuovo."

Mi sembra un po' limitativo ma è tutto quello di cui dispongo.
--
Righel
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http://digilander.libero.it/FRRU/Ind0.htm
Giorgio Nardo
2010-07-04 08:35:08 UTC
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Post by Righel
"Le analisi effettuate hanno rivelato che i reperti appartenevano a una
forma di vita complessa e ben articolata, formata da più cellule organizzate
in una sorta di colonia. Gli studi sull'ambiente circostante hanno poi
indicato che si trattava di organismi marini che vivevano in acque poco
profonde, solitamente calme ma soggette a frequenti tempeste. Gli scienziati
hanno quindi ipotizzato che questa forma di vita si sia sviluppata
beneficiando del massiccio aumento di concentrazione d'ossigeno, avvenuto
proprio due miliardi di anni fa, prima che lo stesso gas diminuisse di
nuovo."
Mi sembra un po' limitativo ma è tutto quello di cui dispongo.
--
Righel
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Ti volevo chiedere: sei un paleontologo ?
Righel
2010-07-04 11:49:55 UTC
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Post by Giorgio Nardo
Ti volevo chiedere: sei un paleontologo ?
Assolutamente no.
Mi occupo di archeoastronomia ma questo non mi impedisce di essere un
inguaribile curioso, almeno in ambito scientifico.

Ciao,
--
Righel
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R***@libero.it
2010-07-08 13:35:36 UTC
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Post by Righel
Mi occupo di archeoastronomia
Scuami, ma ti faccio proprio una doamnda di archeoastronomia:
si ipotizzato come era la nostra gal galassia 2 miliardi di anni? Per caso
esiste un programa in grado di calolare le date delle eclisssi di sole e
luna nel precambriaano?
R***@libero.it
2010-07-08 17:06:24 UTC
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Post by R***@libero.it
Post by Righel
Mi occupo di archeoastronomia
si ipotizzato come era la nostra gal galassia 2 miliardi di anni? Per caso
esiste un programa in grado di calolare le date delle eclisssi di sole e
luna nel precambriaano?
----- Original Message -----
From: "Franco Maria B" <

Nel Precambriano la Luna era molto vicina alla Terra e ruotava assai più
velocemente, si pensa che alla fine dell'Adeano distasse solo 16.000 Km e
impiegasse 24 ore per una rivoluzione completa. E' ignota poi l'inclinazione
del suo piano di rivoluzione. Ci sono troppe variabili incognite, secondo
me, per riuscire a calcolare possibili eclissi in quel lontano eone
Righel
2010-07-08 18:24:58 UTC
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Post by R***@libero.it
si ipotizzato come era la nostra gal galassia 2 miliardi di anni?
Non molto diversa dal suo aspetto attuale, probabilmente le due galassie
satelliti della nostra (le Nubi di Magellano) erano più distanti.
Altrettanto si può dire della più vicina galassia a sprirale, la galassia di
Andromeda (M31).
Il Sole occupava una posizione diversa ma la sua distanza dal centro
galattico non doveva essere molto differente.
Post by R***@libero.it
Per
caso esiste un programa in grado di calolare le date delle eclisssi
di sole e luna nel precambriaano?
Assolutamente no!
Le conoscenze attuali dei moti reciproci di Terra-Sole-Luna ci permettono di
valutare con sufficiente aderenza alla realtà le posizioni dei tre corpi
entro un margine di circa cinquemila anni, in più o in meno.
Cioè possiamo tornare indietro fino a circa il terzo millennio a.C.
Forzare i calcoli fino al limite di settemila anni (quinto millennio a.C.)
comporta delle approssimazioni abbastanza spinte, con errori cche potrebbero
essere anche di alcuni giorni.
Superare questi limiti significa entrare a pieno titolo nella
fantascienza... figuriamoci che cosa accadrebbe sviluppando i dati fino al
Precambriano!

Ho ricevuto anch'io in privato (chissà poi perché) la mail di F.M.B. e
confermo i dati che lui fornisce circa la minore distanza della Luna...
sebbene debba esprimere qualche grossa perplessità circa il valore di 16.000
chilometri, ché avrebbe comportato una permanenza del satellite all'interno
del limite di Roche. Una permanenza breve ma più che sufficiente per farlo
esplodere, generando probabilmente qualcosa di simile (mutatis mutandis)
agli anelli di Saturno.
Immagino quindi che il nostro corrispondente abbia effettuato un'errore di
battuta: forse voleva scrivere 160.000 chilometri.

Saluti,
--
Righel
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Aldo Vitagliano
2010-07-09 10:29:04 UTC
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Post by Righel
Le conoscenze attuali dei moti reciproci di Terra-Sole-Luna ci permettono di
valutare con sufficiente aderenza alla realtà le posizioni dei tre corpi
entro un margine di circa cinquemila anni, in più o in meno.
Cioè possiamo tornare indietro fino a circa il terzo millennio a.C.
Forzare i calcoli fino al limite di settemila anni (quinto millennio a.C.)
comporta delle approssimazioni abbastanza spinte, con errori cche potrebbero
essere anche di alcuni giorni.
Superare questi limiti significa entrare a pieno titolo nella
fantascienza...
Mi pare opportuno fare una precisazione, o meglio un "distinguo" ...

Nella previsione di una eclisse, ci sono due componenti di incertezza.
Una riguarda le reciproche posizioni nello spazio di Sole, Terra e Luna,
e una riguarda l'angolo di rotazione della Terra su se stessa.

La prima componente di incertezza ha a che vedere col fatto che, ad un
certo tempo atomico T, si verifichi o meno una eclisse.

La seconda componente di incertezza ha a che vedere con il fatto che,
posto che vi sia una eclisse al tempo atomico T, questa sia oppure no
visibile da una certa località della Terra.

Ora le due componenti di incertezza non sono dello stesso peso (la seconda
è molto più grossa della prima), e succede che rispetto alla prima tu sia
pessimista, e rispetto alla seconda ottimista ... ;-)

In realtà, anche a distanza di trentamila anni, si può prevedere il
verificarsi di una eclisse totale di Sole (in un imprecisato punto della
Terra), con una incertezza dell'ordine dell'ora (o di qualche ora) nel
tempo atomico, mentre anche a distanza di tremila anni, l'incertezza sul
percorso dell'ombra sulla superficie della Terra (e quindi sulle località
ove l'eclisse totale sia stata visibile) può già essere pesantuccia ...

C'è da osservare però che l'incertezza nella posizione della Luna cresce
col quadrato del tempo, quindi l'errore di previsione a 300.000 anni sarà
100 volte più grande dell'errore di previsione a 30.000 anni, e ciò
vanifica ogni ipotesi di calcolo esteso ad epoche distanti più di
centomila anni.

N.B. Ho parlato di "tempo atomico" e non di "data" oppure "Tempo
Universale" perché quest'ultimo è legato all'angolo di rotazione della
Terra, e quindi esso stesso soggetto al secondo tipo di incertezza.

Saluti
Aldo Vitagliano
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Righel
2010-07-09 23:07:09 UTC
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Post by Aldo Vitagliano
Mi pare opportuno fare una precisazione, o meglio un "distinguo" ...
... su cui concordo pienamente.

Tuttavia anch'io devo fare una precisazione, o meglio un "distinguo" ...

Questo thread nasce da un cross-post fra un gruppo di paleontologia, che
frequento saltuariamente e dal quale rispondo, ed uno di astrofilia, dal
quale immagino tu stia scrivendo.
Due ambienti interessanti ma sostanzialmente diversi fra di loro... benché
in un più vasto piano culturale le connessioni appaiano evidenti, ma questo
è un altro discorso.
La tua precisazione che, ripeto, è ineccepibile dal punto di vista
astronomico può risultare però difficilmente "digeribile" da chi s'interessa
di paleontologia e magari non ha molta confidenza coi moti della Terra e con
le differenze concettuali fra tempo atomico e tempo universale o con
l'angolo di rotazione della Terra.
Da qui il mio tentativo di rispondere a Rafminimi, che a quanto mi risulta
si interessa principalmente di archeologia, in termini quanto più
comprensibili e semplici siano possibili.
Non dimentico mai di essere su di un news group (anzi su due, in questo
momento) aperto a tutti, siano essi esperti dell'uno o dell'altro settore o
semplicemente dei curiosi in cerca di risposte chiare, alla portata di una
cultura media non specializzata: non siamo all'Università e nemmeno in un
Osservatorio.
Io, a mia volta, mi occupo di archeoastronomia e sulla base del mio ambito
di ricerca imposto le risposte.
Dal mio punto di vista qualunque calcolo archeo-astronomico effettuato a
ritroso nel tempo ha sufficiente attendibilità nell'intervallo di tempo di
circa cinquemila anni per i moti stellari e appena qualche millennio in più
per quelli inerenti il Sole e la Luna. Quindi la tua estensione al valore
massimo di centomila anni, che ci immergerebbe in culture del Paleolitico
inferiore o medio (o al medio Pleistocene), non è applicabile con efficacia
all'Archeoastronomia.
A meno, ovviamente, di voler fare della fantascienza di basso livello, il
che non è evidentemente il tuo caso né il mio.
Per quanto mi risulta, le prime manifestazioni riconosciute di conoscenza ed
utilizzazione di nozioni astronomiche elementari non vanno oltre il
Perigordiano superiore (Gravettiano in Europa centro-occidentale e
Pavloviano in Europa orientale e Siberia), circa 25.000 anni or sono. Ma
queste riguardano essenzialmente osservazioni "elementari" come, ad esempio,
la periodicità del mese lunare e del ciclo più o meno annuale del Sole o,
più precisamente, il succedersi delle stagioni.
Per osservazioni più precise bisognerà attendere il Neolitico avanzato e
soprattutto l'Età del Bronzo.
Come vedi è solo una questione di punti di vista.

Cordiali saluti,
--
Righel
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Aldo Vitagliano
2010-07-10 07:27:10 UTC
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Post by Righel
La tua precisazione che, ripeto, è ineccepibile dal punto di vista
astronomico può risultare però difficilmente "digeribile" da chi s'interessa
di paleontologia e magari non ha molta confidenza coi moti della Terra e con
le differenze concettuali fra tempo atomico e tempo universale o con
l'angolo di rotazione della Terra.
Da qui il mio tentativo di rispondere a Rafminimi, che a quanto mi risulta
si interessa principalmente di archeologia, in termini quanto più
comprensibili e semplici siano possibili.
Non dimentico mai di essere su di un news group (anzi su due, in questo
momento) aperto a tutti, siano essi esperti dell'uno o dell'altro settore o
semplicemente dei curiosi in cerca di risposte chiare, alla portata di una
cultura media non specializzata: non siamo all'Università e nemmeno in un
Osservatorio.
Accidenti ... e io che, evitando di parlare di DeltaT, credevo di aver
usato un linguaggio semplice ... :-D
Post by Righel
Dal mio punto di vista qualunque calcolo archeo-astronomico effettuato a
ritroso nel tempo ha sufficiente attendibilità nell'intervallo di tempo di
circa cinquemila anni per i moti stellari ...
Non con l'ultima versione di Solex (11.0)
http://chemistry.unina.it/~alvitagl/solex/SETS110L.ZIP
che calcola i moti propri delle stelle in 3D e quindi è in grado di
riprodurli con buona precisione anche quando corrispondono a spostamenti
di qualche decina di gradi sulla volta celeste ...
Saliamo quindi a parecchie decine di migliaia di anni ...

Cordiali saluti
Aldo Vitagliano
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Righel
2010-07-10 11:05:10 UTC
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Post by Aldo Vitagliano
Accidenti ... e io che, evitando di parlare di DeltaT, credevo di aver
usato un linguaggio semplice ... :-D
Scusami, è che, a parte usenet, sono ormai abituato a rivolgermi a un
pubblico generico.
Figurati che il mio ultimo hobby consiste nello scrivere libri di astronomia
(ed altro) per le scuole medie inferiori :-)
Post by Aldo Vitagliano
Non con l'ultima versione di Solex (11.0)
http://chemistry.unina.it/~alvitagl/solex/SETS110L.ZIP
che calcola i moti propri delle stelle in 3D e quindi è in grado di
riprodurli con buona precisione anche quando corrispondono a
spostamenti di qualche decina di gradi sulla volta celeste ...
Saliamo quindi a parecchie decine di migliaia di anni ...
Perbacco, questa sì che è una notizia!
Ti ringrazio della segnalazione e cercherò di approfondirne l'uso anche se,
come ho già scritto, il mio interesse specifico si ferma al Perigordiano
superiore a causa dell'attuale non disponibilità "archeologica" di reperti
precedenti di cultura materiale che presentino caratteristiche
archeoastronomiche.

Spero di incontrarti all'OACN a Settembre.

Ciao,
--
Righel
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